Programma associativo 2018/2019: GENERARE

II ANNO – GENERARE
Generare significa «apprendere la virtù dell’incontro» (Vittorio Bachelet), accogliere l’invito a primerear (prendere l’iniziativa), ad uscire fuori da sé per farsi prossimi, vivificati dalla Parola e dall’Eucaristia che continuamente rigenerano e rinnovano nell’amore. Per generare occorrerà allora anzitutto farsi
«generatori di senso» (EG, 73) per gli uomini di questo tempo, accompagnarne i passaggi essenziali dell’esistenza curandone la vita spirituale. Generare è fare propria l’idea che la vita spirituale non esiste se disincarnata o “monocorde”, non esiste se affrancata da un gioioso impulso missionario, non esiste se è alienante rispetto alle esigenze dei fratelli. Vogliamo coltivare una vita spirituale che sia invece in grado di animare la passione verso l’impegno per il mondo, di generare relazioni nuove, di preferire gli orizzonti inclusivi ai confini limitanti. Generare è insomma fare proprio l’atteggiamento materno di chi non si limita a dare inizio alla vita ma compie il proprio mandato iniziando alla vita, ‘donando alla vita’: è
dare avvio ad un processo di continua estroversione che spinge a superare la logica di Marta in Lc 10,40, a pensarci sempre in relazione alzando lo sguardo verso quanti condividono con noi l’attenzione alla promozione umana e al bene comune.

Programma Diocesano 2018-2019
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Programma associativo 2016/2017: GIOIRE

Da “Orientamenti per il triennio 2014-2017”:

L’Azione Cattolica oggi vive la gioia e la bellezza di essere con la Chiesa, nella Chiesa e per la Chiesa, di camminare insieme come popolo di Dio. Vogliamo continuare ad avere lo stesso sogno della Chiesa, lo stesso progetto, la stessa missione, riscoprendone insieme i tempi, ripercorrendone le scelte, rinnovandone le motivazioni più profonde e significative. L’Assemblea nazionale si richiamava fin dal titolo, Persone nuove in Cristo Gesù. Corresponsabili della gioia di vivere, a queste direzioni di impegno. E ci ha impegnati, innanzitutto, a vivere e far vivere la novità del Vangelo attraverso la corresponsabilità nella gioia. Proprio per questo l’impegno triennale che si apre davanti a noi è ben raffigurato dall’immagine evangelica del «Seminatore» che «uscì a seminare».

Un’immagine che riprende in modo sintetico i tre verbi che ci sono stati consegnati da papa Francesco il 3 maggio: «rimanere con Gesù», «andare per le strade», «gioire ed esultare sempre nel Signore». Tre verbi che non vanno considerati come tre passaggi distinti tra loro in sequenza, ma come tre chiamate a cui rispondere simultaneamente, come tre aspetti di un unico cammino, capace di portarci ad essere sempre più «discepoli-missionari» (Evangelii gaudium, 121).

Proprio per questo, il percorso associativo triennale sarà sì scandito ogni anno dall’accentuazione e dall’attenzione ad un aspetto dell’immagine evangelica prescelta (il Seminatore, l’uscire, il seminare), ma sempre attraverso una chiave unitaria dei tre momenti: il restare con Gesù, l’andare per le strade incontro alle persone, il gioire per la salvezza che viene dal Signore. Per essere annunciatori autentici e testimoni credibili di Cristo occorre, infatti, rimanere innanzitutto vicini a Lui e vicini alla vita della gente, fino a scoprire che ciò diventa fonte di una gioia indicibile. È essere davvero suoi amici e imparare da Lui a dare la vita per i fratelli. «Restare» diventa così occasione preziosa per conoscere il Signore, per conoscere noi stessi fino in fondo, per conoscere e amare il prossimo. È solo dall’incontro vivo e vero con Colui che è sempre con noi e ci dona gioia che la nostra vita acquista ogni giorno un senso rinnovato e un significato nuovo.

Programma Associativo 2016-2017
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Assemblea Diocesana

Domenica 26 febbraio 2017 – Fermo
XVI Assemblea Diocesana, con momento pubblico da prevedere nel pomeriggio di sabato 18 febbraio sul tema della partecipazione dei cattolici alla vita civile.

Regolamento XVI Assemblea Diocesana (def)
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Bozza Documento Assembleare
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COMUNICATO STAMPA

Non sono mancati commenti autorevoli e gesti significativi su quanto accaduto in questi giorni a Fermo. Confessiamo che di fronte a una tragedia come questa si rimane sbigottiti… il nostro però non è un silenzio vuoto, perché è il silenzio della preghiera, innanzitutto per Emmanuel e per Chimiary, i loro parenti e amici, vicini e lontani, ma anche per la persona che ha compiuto questo gesto. Affidiamo tutti alla misericordia di Dio e preghiamo per la nostra città di Fermo, perché possa fare dell’accoglienza, del dialogo, del rispetto lo stile delle relazioni fra le persone. In questo momento vogliamo anche ricordare – e ringraziare – i tanti giovani e adulti, sacerdoti e laici, diaconi e religiosi che, nella nostra chiesa fermana, accogliendo l’invito del nostro Arcivescovo, si spendono per gli altri, in particolare per i più poveri, convinti che a noi, come cristiani, spetta di vincere il male con il bene. Non affrettiamoci a girare pagina, a far finta di non vedere quanto accade intorno a noi, a ignorare quanti soffiano sulla paura dell’altro, a sottovalutare il pericolo che si cela dietro molti discorsi intorno agli immigrati. Alla giustizia spetta verificare i fatti e le responsabilità penali, alla politica promuovere le condizioni di una vita civile solidale, alla società civile adoperarsi per l’integrazione, alla comunità ecclesiale non dimenticare che alla fine saremo giudicati sull’amore: “ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25, 35).